140 alberi che fanno parlare di sé…

Un bell’articolo pubblicato su MM, quindicinale della scuola di giornalismo Walter Tobagi dell’Università degli Studi di Milano.
Curiosamente, “Ti sembra Milano?“, lo strillo di copertina che segnala l’articolo,  è proprio ciò  che chiediamo ai visitatori che hanno visto per la prima volta l’Oasi e gli orti del parco Segantini.
Di seguito l’intervista sul Parco Segantini inclusa nell’articolo di Elisa Cornegliano.

«E poi c’è Parco Segantini», fra i due navigli, un posto dove la cura del verde ha incontrato l’attenzione
dei cittadini. In tutto 90mila metri quadri di parco pubblico, nato dove un tempo sorgeva l’istituto sieroterapico. Nel 2013, per volere di alcuni abitanti della zona, è stata creata l’Associazione Parco Segantini, che ha ottenuto in convenzione dal Comune 15mila metri quadri, poco più di due campi da calcio. Tre orti collettivi, di mille metri quadri l’uno, e tante attività durante l’anno, fra cui una festa per ogni stagione. «I cittadini? Sono il motore del progetto», spiega il vicepresidente Stefano Guadagni, «se viene lasciato a se stesso, il verde pubblico spesso è causa di degrado. Al contrario, quando è curato e condiviso diventa un fattore di coesione sociale. Volendo usare termini un po’ tecnici, è un moltiplicatore di capitale umano». Fra soci e volontari l’associazione conta tra le 150 e le 200 persone, che coltivano l’orto, seguono l’irrigazione, monitorano il parco e segnalano eventuali danni. Un esempio di come la sinergia fra cittadinanza e amministrazione possa funzionare, pur tenendo ben separati i ruoli: «Le nostre funzioni non si sovrappongono mai a quelle del Comune, abbiamo ruoli diversi». Anche Parco Segantini partecipa a ForestaMi: prevede di piantare, nelle aree ottenute in convenzione, circa 140 alberi.

1912 pressrelease MM articolo ForestaMI mr

L’articolo è stato pubblicato il 13 dicembre… proprio il giorno prima che piantassimo i 140 alberi annunciati in chiusura dell’intervista. Siamo orgogliosi di essere, nel nostro piccolo, fra i primi (o  i primi?) ad alimentare con i nostri 140 alberi il progetto ForestaMI