L’OasInCittà scorre sul Corriere

La giornalista Marta Ghezzi, venuta a visitare il parco, è rimasta rapita dall’area naturalistica e le ha dedicato un bel “pezzo” nella pagina “Cultura e tempo libero” del Corriere della Sera di oggi (13/10/19).
A noi fa sempre piacere quando si porta a conoscenza della città la realtà di questo parco che offre ai cittadini ambienti non certo comuni, come gli orti collettivi e l’oasi, unitamente all’opportunità, per chi lo vuole, di partecipare attivamente alla loro costruzione e manutenzione in uno spirito fattivo, solidale, e anche… in allegria.

Ci fa ancora più piacere che questa voltasi sia puntata l’attenzione sull’Oasi, il nostro intervento nel parco di cui noi stessi parliamo di meno, pur essendo stata la “pietra miliare” della nostra attività associativa.
È chiaro che creare l’habitat  per il ritorno di fauna selvatica – deve seguire i tempi lunghi della Natura, una tempistica che non si presta a fornire news eclatanti.
Eppure, proprio negli ultimi due anni,  l’operazione di rimboschimento arbustivo ha dato i suoi risultati: le mille e più piantine messe a dimora  nel 2015-2016 sulla fascia pianeggiante contigua alle sponde, hanno formato una fitta e alta boscaglia che – proprio in questo autunno – ha regalato un tripudio di colori.

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L’area boschiva di pertinenza della roggia dalla piantumazione (2015), alla lenta crescita degli arbusti, fino all’esplosione nel corso degli ultimi due anni.

Nel frattempo, nell’ambito del progetto Milano Smart Park Segantini, abbiamo sistemato un bel pezzo dell’alveo e delle sponde, e realizzato un bellissimo sentiero che permette di passeggiare nella quiete – un po’ irreale in una grande città – ammirando la crescente varietà di piante, colori e fragranze.
Tutto fatto, allora? Neanche per idea: alla fine dell’estate è stata finalmente “consegnata” al Comune anche la parte nord del parco, il che significa che tutto il lavoro fatto finora va sulla parte sud va replicato nel corrispondente tratto della roggia, che forse è anche il più bello eroicamente  fronzuto, ma anche quello che richiede il maggior lavoro di risistemazione degli argini.
Intanto, anche la fauna selvatica comincia a ritornare, come ha rilevato anche la Lipu, individuando una ventina di specie avicole che dimorano o frequentano abitualmente quest’area verde e sempre più ricca di biodiversità.

Certo…  degli orti si parla di più, noi stessi ne parliamo di più sia perchè richiedono un lavoro più costante e continuativo, sia perchè i risultati arrivano moltopiù velocemente e sono anche molto più… gustosi!
Il collegamento degli orti con il mondo del cibo offre una quantità di spunti e agganci, dalla buona cucina alla sostenibilità fino all’equità, riscuotendo grande interesse da parte di tutti.
Lo ha dimostrato la nostra mostra “Orti, cibo e salute” con cui abbiamo messo a disposizione del pubblico le nozioni acquisite  nel seminario in quattro incontri (tutti riferiti e commentati in questo stesso blog) che abbiamo organizzato questa primavera.

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Un gruppo di visitatori nel giorno di “orti aperti” che abbiamo organizzato il 29 settembre, giornata conclusiva di Greenweek  e un “gruppo di lettura” mentre esamina e commenta e discute animatamente i cartelloni della mostra “Orti, cibo e Salute”: nove tabelloni densi dei dati che abbiamo raccolto nel corso dei quattro incontri “Mangiare bene e sostenibilità in città” di cui abbiamo dato ampi resoconti in queste pagine.